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Physical Computing

Interaction Design, qual’è l’importanza? Storicamente l’uomo è stato da sempre costretto a forme di adeguamento alla tecnologia, indicativo è il motto dell’Esposizione Universale di Chicago del 1933, che recitava: La scienza scopre, l’Industria applica, L’Uomo si adegua. Oggi la pratica del design e le possibilità tecnologiche ci consentono di immaginare un approccio completamente innovato, proponendo modalità di interazione naturali capaci di facilitare relazioni intuitive fra utenti e prodotti digitali. Tutto questo ci consente di arricchire la progettazione comprendendo gli aspetti emozionali, esperienziali, legati all’interazione con questi artefatti.


E’ così che il Workshop in Physical Computing, strettamente connesso con il Laboratorio di Comunicazione Multimediale e Interattiva – uno fra gli insegnamenti caratterizzanti del corso di Web & Interaction – si concentra su materiali, strumenti e metodi utilizzati nei processi di Interaction Design per combinare hardware, software e materiali fisici in prototipi interattivi pienamente funzionanti. Una parte delle attività del corso consiste in esercitazioni pratiche ed attività di laboratorio, dove gli studenti svolgono ricerca progettuale applicata ai diversi ambiti della progettazione interattiva. A seguire una selezione dei migliori progetti dei nostri designer, relativi a questo ambito operativo.

MAYA

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STUDENTE: DANIELE MARTINI – MICHELE RINALDI

CONCEPT: Maya nasce per consentire ai videomaker di realizzare riprese professionali mantenendo bassi i costi di produzione. Il traguardo è stato raggiunto dividendo la struttura della steadycam in tre parti aventi l’obbiettivo di controllare uno solo dei tre assi. Ogni modulo può essere “agganciato” ad un altro simile, fino ad un massimo di tre, così da poter avere tutti e tre gli assi sempre stabilizzati. L’utente ha così la possibilità di scegliere i moduli necessari in base al progetto su cui deve lavorare.

Labyrinth

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STUDENTE: Amerigo Ievoli

CONCEPT: Labyrinth è un progetto che unisce passato e presente. Si basa su un gioco che, nella sua versione analogica, è presente da più di 20 anni. Idea e funzionamento sono immutati ma vengono implementati grazie alle attuali tecnologie di hand tracking. E’ un gioco che non è mai passato di moda che in questa nuova versione aggiunge delle migliorie funzionali ed estetiche che lo rendono nuovamente attuale ed attraente.

Bee Uno

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STUDENTE: Fabrizio Jimenez, Emanuele Tamburlani

CONCEPT: BEE UNO sfrutta i più recenti strumenti di prototipazione elettronica a disposizione del Physical Computing per innovare il modo di fare musica. Si tratta di una “stazione”, dalle ridotte dimensioni, con la quale si ha la possibilità di produrre tracce e generare effetti. Il design è stato sviluppato basandosi su una struttura a nido d’ape, ampliabile per moduli esagonali aggiuntivi, che consentono all’utente di personalizzare il proprio Bee Uno.

VDrum

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STUDENTE: Dario Garofano

CONCEPT: Hit to drum è un progetto nato principalmente per creare interazione con l’ambiente circostante, generando suoni. Dando, letteralmente voce a tutto quello che tocchi. In questa formulazione è stato realizzato un set ampliabile di pad che simulano il comportamento di una batteria acustica. La realizzazione del progetto si propone di valorizzare sia la filosofia Maker del “Do it yourself” sia il rapporto che il musicista ha con l’oggetto, strumento musicale, che si sta via via perdendo con la diffusione capillare di sequencer e software di audio editing fin troppo automatizzati.

Soluppgang

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STUDENTE: Fabio Mauriello, Marco Notarianni

CONCEPT: Sistema interattivo di integrazione / equalizzazione della luce solare. Soluppgang è in grado di rilevare la quantità di luce naturale presente in un ambiente, per poi attuare un comportamento conseguente: può integrare la luce naturale, fornendone di ulteriore attraverso l’uso di sorgenti luminose LED; come, anche, simulare le variazioni della luce solare, miscelando le diverse intensità e temperature colore delle sorgenti luminose che integra. In ogni momento, inoltre, è possibile commutare il suo comportamento da dinamico a fisso, potendo regolare i parametri di nostro maggior gradimento. Questo è possibile grazie ad un sensore di prossimità che consente all’utente di combinare intensità e colore con il solo movimento della mano.

Susyno

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STUDENTE: Edoardo Torda, Daniele Polidori

CONCEPT: Pensa, progetta e costruisci, Susyno abbraccia la filosofia del DIY a °360 ed è interamente realizzato con tecniche che permettono di mantenere bassi i costi di produzione. Susyno è un piano rotante automatico dedicato ai gestori di siti e-commerce che vogliono ritrarre la merce in vendita senza ricorrere alle fotografie tradizionali. Grazie ad un’interfaccia semplice ed intuitiva, premendo due soli pulsanti, l’utente è in grado di ottenere in pochi minuti delle “gif animate” che mostrano il prodotto che ruota di 360 gradi, pronte per essere pubblicate nel proprio sito di e-commerce. Il piatto, modellato in Google Sketchup, è realizzato in PLA grazie alla stampa 3D.

Pyramid

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STUDENTE: Edoardo Torda, Daniele Polidori

CONCEPT: Pyramid è un progetto di Physical Computing pensato e progettato come un Video Mapping adattivo, interfacciato via seriale con ToucDesigner e Arduino. La piramide è in grado di ruotare, perfettamente in sincrono con i contenuti dinamici proiettati sulla sua superficie, mantenedoli tali per tutta la durata della sua rivoluzione. Un progetto in cui si combinano gli esiti dei due workshop, svolti in questa fase della didattica, quello di Physical Computing ed il secondo di Ambienti Interattivi.

Materia progetto
Laboratorio di Comunicazione Multimediale, Physical Computing
Docenti progetto
Corso progetto
Coordinamento Progetto

Autori Progetto

  • Daniele Martini
  • MIchele Rinaldi
  • Amerigo Ievoli
  • Fabrizio Jimenez
  • Emanuele Tamburlani
  • Dario Garofano
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