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W&I02 |
Massive Retouch

Come pochi possono risultare molti. Minuti personaggi si spostano veloci attraversando più di mille scatti fotografici ed improvvisamente la dimensione rarefatta del singolo fotogramma collassa, implode, si densifica in una istantanea affollata e surreale, popolata di una folla che può manifestarsi solo nel dominio virtuale. Generando una visione quasi onirica.


Questo è il brief progettuale adottato dal Laboratorio di Comunicazione Multimediale del Corso di Web & Interaction | secondo anno. Un momento della didattica che unisce gli insegnamenti di Fotografia per il multimediale ed il Workshop Specialistico di Tecniche di Fotoritocco Avanzato. È qui che l’intenso impegno di pochi, riesce ad esprimere la massa di lavoro che può sembrare di molti. Un progetto che trae la sua ispirazione dal lavoro dei numerosi professionisti del fotoritocco digitale che spingono le tecniche di manipolazione dell’immagine all’estremo.

Fra questi l’artista americano Pelle Cass – http://www.pellecass.com – capace di sommare, in quello che può sembrare un unico scatto fotografico, numerosi frammenti di vita quotidiana catturati nei diversi luoghi della città. Così prende le mosse il nostro progetto: intersezione fra il tema d’anno – Smart City – e la diade denso / rarefatto, il tutto applicato al dominio digitale.

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La scelta della location, un luogo pubblico dove svolgere l’esercitazione relativa alla presa di scatti fotografici multipli (time-lapse), costituisce il primo passo verso la costituzione della massa di fotogrammi oggetto del fotoritocco che verrà poi svolto durante il relativo workshop. La necessità è quella di identificare un luogo urbano dove poter scattare, da una postazione fissa, un elevato numero di scatti. Ritraendo, però, i soggetti da una distanza tale per cui possano risultare riprodotti nello scatto ma senza che se ne possano riconoscere con precisione le fattezze, per evitare le ovvie problematiche legate alla privacy dei numerosi passanti potenzialmente ritratti.

Inizia così una intensa campagna di scatto che vede l’esiguo numero di studenti del secondo anno del Corso di Web & Interaction – dieci – posizionarsi e percorrere lentamente lo spazio oggetto dell’inquadratura. Come in una strana performance nella performance i passanti incuriositi da questa inusuale coreografia si fermano per chiedere cosa stia accadendo, finendo per essere a loro volta catturati in alcuni simpatici ritratti. Dopo più di tre ore e oltre un migliaio di scatti, ogni singolo metro quadro di spazio è stato occupato da almeno uno dei ragazzi e debitamente archiviato digitalmente in uno scatto ad alta risoluzione. Ora, può iniziare il vero lavoro di massa.

Ogni singolo scatto viene trattato ed equalizzato in quanto a tonalità, colore ed esposizione: durante le tre ore di presa degli scatti le condizioni ambientali sono cambiate, determinando variazioni di luci e di ombre. Una volta scelto lo scatto ottimale sul quale andare ad integrare i diversi soggetti – fondendoli insieme – si è proceduto alla rimozione degli artefatti indesiderati: riflessi sulle superfici vetrate, auto, interi autobus, passanti, alcuni elementi di segnaletica stradale. Questo è stato possibile grazie a numerosi scatti alternativi dello stesso punto, che hanno consentito di prelevare le porzioni di immagine necessarie al mascheramento degli elementi da eliminare.

Solo a questo punto si è potuto procedere alla scelta di quali fra i più di 10.000 soggetti complessivamente ritratti (10 studenti per oltre mille fotogrammi) fossero utili e “scontornabili” per essere poi riassemblati nell’immagine finale. Si è scelto fra individui singoli, piccoli gruppi, gesti inconsueti suggeriti agli studenti durante la sessione di scatto, eliminando le sovrapposizioni con gli elementi fissi dell’ambiente ed i passanti. Ne sono risultati oltre 180 livelli ulteriormente post-prodotti, contenenti fra uno e cinque individui, ognuno. Nessuno ha avuto il coraggio, l’energia o la pazienza, di contare il numero definitivo dei presenti nello scatto finale ma si tratta sicuramente di diverse centinaia. Il lavoro non è terminato con la realizzazione di un unico, singolo, scatto: volevamo di più di una semplice stampa o archiviazione digitale. Ecco, allora, l’idea di rendere interattivo tutto il progetto.

Sono state valutate diverse tecniche: dall’uso della kinect per rendere dinamica la comparsa dei soggetti ritratti, secondo percorsi appositamente identificati; alla stampa lenticolare ad alta risoluzione – un processo che combina la stampa ad alta risoluzione all’uso di pellicole microprismatiche – una tecnica in grado di visualizzare una sequenza di fotogrammi che l’osservatore può percepire muovendosi di fronte al supporto.

Materia progetto
Laboratorio di Comunicazione Multimediale
Docenti progetto
Corso progetto
Coordinamento Progetto

Autori Progetto

  • Marco Notarianni
  • Daniele Sauzzi
  • Fabio Mauriello
  • Amerigo Ievoli
  • Fabrizio Jimenez
  • Daniele Martini
  • Dario Garofano
  • Marco Neri
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